L’oro rosso delle spezie: lo zafferano alla conquista del Triveneto

All’anagrafe crocus sativus, lo zafferano è considerato unanimemente l’oro rosso delle spezie e, da qualche anno,  distese di meravigliosi fiori viola-azzurri colorano anche i campi del Triveneto.

Come è giunto a noi lo zafferano?

Come molte spezie che popolano le nostre dispense, anche lo zafferano è stato importato dall’Estremo Oriente da mercanti ed esploratori lungo la Via della Seta.

Ma questa preziosa spezia è conosciuta da tempi ancor più remoti tanto che viene citata addirittura nella Bibbia (Canto dei Cantici – IV, 14):

“… nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo con ogni specie di alberi da incenso mirra e aloe con tutti i migliori aromi”.

Sebbene in Oriente lo zafferano abbia sempre avuto un ruolo importante negli scambi commerciali, in Italia la testimonianza della sua coltura in Sicilia e Sardegna risale ai tempi del Medioevo.

La pianta, infatti, per una resa ottimale necessita di un ambiente secco e di un terreno drenante privo di ristagni. Per queste particolari esigenze climatico-territoriali i maggiori produttori del Bel Paese sono sempre stati la Sicilia e il Mezzogiorno.

Lo zafferano in Friuli Venezia Giulia

Di primo acchito il Triveneto non sembra essere l’incubatrice ideale per lo sviluppo di questo fiore.

E invece è proprio qui che negli ultimi anni si sta affermando un crescente e florido mercato di zafferano di eccellente qualità.

Nella provincia di Pordenone, precisamente a San Quirino nella zona dei magredi, la terra asciutta, sabbiosa e apparentemente improduttiva, ha fatto fruttare centinaia di migliaia di fiori in una coltura che in Friuli era praticamente sconosciuta.

Oppure a Dardago e a Polcenigo, nella pedemontana pordenonese, e ancora nei comuni dell’alto Livenza (sempre in provincia di Pordenone), dove grazie al microclima collinare e ai caratteristici terreni sciolti e drenanti, i frutti di questo prezioso fiore risultano tra i migliori d’Italia.

Zafferano: oro rosso e amico dell’ambiente

Altro aspetto da non sottovalutare è l’impatto ambientale della coltivazione dello zafferano. Infatti i nuovi pionieri-imprenditori di questa pregiata spezia, mossi dall’amore per la propria terra e vedendo la loro attività come un’opportunità da condividere e diffondere, con il loro lavoro esaltano le peculiarità di questo territorio.

L’attenzione al recupero di aree marginali e abbandonate del territorio e la produzione nel rispetto dell’ambiente e in modo naturale fanno sì che lo zafferano, assieme ad altre riconosciute tipicità di Veneto e Friuli, sia diventato un’eccellenza da promuovere e valorizzare.

Nella coltivazione e nella raccolta dell’oro rosso il “saper fare” è determinante.

Infatti il raccolto – che avviene tra fine ottobre e inizio novembre – come la lavorazione del prodotto finale, viene effettuato rigorosamente a mano e non senza fatica, dedizione e sacrificio. Il momento migliore per la raccolta è, oltretutto, ancor prima dell’alba, ossia quando il bocciolo del fiore non si è ancora schiuso conservando intatte le proprietà aromatiche e officinali dello stimma.

Quest’ultimo, costituito da tre filamenti, una volta essiccato, andrà a costituire la spezia vera e propria. Stiamo parlando di un lavoro davvero enorme per ricavare “solo” qualche chilo di prodotto finale da commercializzare – giustamente – a peso d’oro (il prezzo di mercato di un buon zafferano oscilla tra i 18 e i 25 Euro al grammo).

Spezia dai mille utilizzi: in cucina e non solo…

Oltre a essere una spezia dai mille usi in cucina – dove il suo utilizzo dai classici primi piatti si è allargato agli antipasti e ai dolci, ai liquori, alle tisane e persino al caffè – ha molteplici usi anche al di fuori di quest’ambito.

Viene utilizzato come pianta tintoria per tessuti di pregio o ancora nella cosmesi e in medicina come pianta officinale. Ma quali sono le proprietà che fanno dello zafferano un ottimo rimedio naturale?

  • proprietà toniche, soprattutto in relazione al cuore;
  • proprietà afrodisiache;
  • proprietà antiossidanti: contrastando gli effetti dei radicali liberi responsabili dell’accelerazione dell’invecchiamento cellulare;
  • proprietà anti-depressive: nei disturbi dell’umore contribuisce a placare l’ansia oltre che risultare un blando sedativo e antispasmodico;
  • stimola le facoltà intellettive e la lucidità mentale;
  • attenua le afflizioni dell’apparato respiratorio in caso di raffreddamenti e influenze;
  • favorendo le funzioni digestive è un buon rimedio in caso di gastriti;
  • protegge le ossa e previene l’osteoporosi;
  • ha proprietà ipocolesterolemiche ed è indicato per abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue;
  • grazie all’alto contenuto di Vitamina B2 aiuta a mantenere capelli forti e in salute e contrasta l’insorgere di macchie cutanee causate dall’avanzamento dell’età.

Credits immagini: Flos, Nonsprecare, Naturaequa, Scattidigusto, Castellodangio

 

Kristel Cescotto
Kristel Cescotto

Kristel è food blogger per The Eat Culture e, su di lei, nemmeno una nuvola. Cogitatrice impegnata, alla costante ricerca di ispirazioni, dentro e fuori dalla cucina. Grazie al cielo tutto scorre: panta rei. E alla fine, come in uno splendido giardino bahai, verrà estasiata da un’illuminazione.

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