Irish coffee, il cocktail irlandese che ha conquistato il mondo

Caffè: una parola irrinunciabile nel quotidiano. Un’istituzione, un rito imprescindibile che ci accompagna scandendo piacevoli pause nei diversi momenti delle nostre giornate. Un’esplosione unica di profumi, aromi, gusti intensi e inebrianti.

La cultura del caffè permane inalterata ma muta nelle forme, virando dai classici della tradizione alle rivisitazioni più estreme e provocatorie. Il caffè, infatti, oggi non è solo espresso: sia in Italia che in altri Paesi la scelta è vasta e in continua evoluzione, anche secondo le mode del momento, che ne suggeriscono una degustazione alternativa sì, ma non per questo meno gustosa.

Dall’infusione del caffè senza alcun tipo di filtraggio come in Grecia con il Kafes Ellinikos, all’aromatizzazione con spezie come lo zenzero nello Yemen o il pepe nel cafè Touba senegalese.

Che si degusti in piedi al bancone del bar oppure seduti al tavolo accanto a una deliziosa fetta di torta come in Austria, bere il caffè è un culto a base di convivialità e ospitalità che accomuna tutte le tradizioni del mondo.

È giunto dunque il momento di raccontarvi una bevanda caffeicola speciale, molto apprezzata come cocktail after dinner: parliamo dell’Irish Coffee.

irish coffee
Foto © Chow Hound

L’Irish Coffee è un classico cocktail di origine irlandese preparato con caffè bollente, whiskey, crema di latte e zucchero di canna. Un caffè corretto che – per dirlo alla James Bond – va “agitato, non mescolato”. Questo per rendere spumosa la panna, in modo che non affondi nella bevanda.

L’Irish Coffee viene originalmente servito come hot drink,  per scaldare mente e spirito nelle giornate più fredde. Nulla ci vieta però di assaporarlo in versione ghiacciata nelle lunghe serate estive (qui potete trovare la ricetta completa nell’approfondimento che abbiamo scritto per voi sui cocktail al caffè più celebri).

Irish coffee: un po’ di storia

La cittadina irlandese di Foynes, è stata la prima a rivendicare l’invenzione dell’Irish Coffee nei bar del porto e dell’aeroporto, dove era abitudine servire il “caffè irlandese” per riscaldare i passeggeri reduci dalle traversate transatlantiche.

Secondo un’altra tradizione, l’invenzione della bevanda si deve a Mr. Sheridan, capo dei barman nel bar di un altro aeroporto irlandese, quello di Shannon. Correva l’anno 1942 e all’aeroporto giunsero in piena notte dei passeggeri stanchi e stizziti per la cancellazione del loro volo dovuta al maltempo.

Joe Sheridan, per risollevare gli animi e l’umore, pensò allora di servire qualcosa di corposo che potesse rifocillare e “riscaldare” i passeggeri. Preparò del caffè molto forte, aggiunse zucchero e whiskey, e – dulcis in fundo – finì in con una guarnizione di panna. Quando i passeggeri gli chiesero se gli avesse servito del caffè brasiliano, Mr. Sheridan divertito rispose:

No, è caffè irlandese!

Si dice poi che tra questi passeggeri ci fosse un giornalista del San Francisco Chronicle, che apprezzò molto la bevanda offertagli, arrivando a dedicarle un articolo sul quotidiano a grande tiratura di cui era corrispondente.

E fu così che i bar di San Francisco cominciarono a preparare l’Irish Coffee, per poi diffondere la ricetta in tutto il mondo.

Foto © Tasty ever after

E voi come preferite gustare l’Irish coffee? Bollente o ghiacciato?

Kristel Cescotto
Kristel Cescotto

Kristel è food blogger per The Eat Culture e, su di lei, nemmeno una nuvola. Cogitatrice impegnata, alla costante ricerca di ispirazioni, dentro e fuori dalla cucina. Grazie al cielo tutto scorre: panta rei. E alla fine, come in uno splendido giardino bahai, verrà estasiata da un’illuminazione.

Nessun commento

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Dovresti usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>