Il caffè sospeso: una tradizione italiana alla conquista del mondo

Ogni mattina milioni di italiani entrano nei bar per cominciare la giornata con un buon caffè espresso.

È un semplice e piccolo momento quotidiano, che purtroppo non tutti si possono permettere.

Proprio per questo motivo a Napoli è nata la bellissima pratica del caffè sospeso: regalare un caffè espresso al prossimo, senza neanche conoscerne l’identità.

In questo articolo vogliamo raccontarvi com’è nata questa tradizione e come si sia diffusa in tutta Italia, approdando anche all’estero.

Cos’è e come nasce il caffè sospeso?

Innanzitutto spieghiamo meglio cos’è il caffè sospeso.

È una buona azione, un gesto solidale, che consiste nel recarsi al bar, prendere un espresso e, una volta alla cassa, pagare due caffè, il proprio e un altro destinato a chiunque lo chieda.

Questa pratica è legata all’idea che la felicità, per essere tale, debba essere condivisa.

Oltre che per far del bene al prossimo, infatti, è un modo per rendere partecipi gli altri della propria gioia.

caffè sospeso

In poche parole offri un caffè, ovvero un breve momento di felicità, ad uno sconosciuto che entra nel locale dopo di te, senza chiedere nulla in cambio, solo per il piacere di far stare bene un’altra persona.

Ma quando nasce questa usanza?
C’è una piccola diatriba sulle origini del caffè sospeso.

Secondo alcuni nasce a Napoli in un periodo di grave crisi economica, durante la seconda guerra mondiale: chi si poteva permettere di prendersi un caffè al bar ne pagava uno in più da lasciare in sospeso appunto, destinato ad un meno fortunato.

Altri invece affermano che sia nato sempre a Napoli, ma per ragioni più goliardiche.
Secondo questa teoria la pratica del caffè sospeso nasce dalla confusione che si generava al momento del conto quando un gruppo numeroso di amici si ritrovava a fare colazione insieme al bar. L’indecisione su chi dovesse pagare e i conti che non tornavano mai portavano spesso a pagare più del dovuto, ma invece di chiedere indietro il resto, lo si lasciava lì a beneficio del prossimo.

Una tradizione italiana alla conquista del mondo

Questa bellissima tradizione napoletana negli ultimi anni si è diffusa in diverse città italiane, anche grazie alla nascita di associazioni e onlus come Rete del Caffè sospeso e 1 caffè, che diffondono cultura e solidarietà partendo da questa usanza.
È stata istituita anche la giornata dedicata al caffè sospeso, ovvero il 10 dicembre.

caffè sospeso

Grazie a queste associazioni e a tanti ambasciatori oggi moltissimi bar continuano ad aderire a questa iniziativa, dal nord al sud italia, addirittura allargando l’offerta all’intera colazione.

La pratica del caffè sospeso, inoltre, ha ispirato usanze simili nel nostro paese.
L’idea infatti ha varcato i confini del bar per approdare in pizzeria e in libreria: oltre al caffè in alcuni locali di Napoli si possono regalare anche pizze e libri.

Infine questo rito ha avuto successo anche all’estero.
In America un grande quotidiano, il New York Times, ha lodato quest’idea elogiando la gentilezza e la bontà d’animo del popolo italiano.

Anche uno dei più famosi food blogger americano, Corby Kummer, è rimasto positivamente colpito da questa usanza italiana, tanto da sfidare le grandi catene come Starbucks ad introdurre questa pratica all’interno dei propri store, invitando i propri clienti a lasciare un caffè in sospeso per il prossimo.

Inoltre, grazie ai tanti emigrati italiani, questa pratica si è diffusa in altri stati del mondo, come l’Argentina, il Canada, il Belgio.

Ora che conoscete la storia del caffè sospeso, non resta che metterlo in pratica.
Come? Semplicissimo.
Domani mattina recatevi nel vostro bar di fiducia o in una delle tante Botteghe del Caffè Dersut presenti sul territorio italiano, entrate e chiedete al barista “Due caffè Dersut per piacere, uno per me e uno sospeso”.

caffè sospeso

In questo modo berrete un ottimo caffè, dal gusto unico, e farete del bene offrendo un piccolo momento di gioia a chi è meno fortunato di voi.

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