Come si beve il caffè nelle diverse zone d’Italia?

Il caffè è una delle eccellenze italiane riconosciute nel mondo, reso unico anche dalle tradizioni e dalle usanze che caratterizzano la storia di ogni singola area della penisola.

“Paese che vai, usanza che trovi” recita un noto proverbio, che ben si può applicare al modo in cui viene servito il caffè nelle regioni italiane.

Veneto: la tazzina patavina

Padova ha una tradizione che trova le sue radici nell’800, fra gli intellettuali e i politici che frequentavano i caffè della città. La specialità patavina sposa l’espresso con la panna, alla quale si aggiungono latte, una spolverata di cacao e lo sciroppo di menta.

Il nostro Caffè Cima viene preparato con gli stessi ingredienti: potete gustarlo proprio a Padova in una delle nostre Botteghe del Caffè Dersut, in Via Altinate, Piazza Garibaldi o Corso del Popolo!

Piemonte: la cultura del caffè a Torino

Il bicerin è l’evoluzione della settecentesca bavareisa, la colazione dei torinesi abbienti che frequentavano i caffè dell’epoca. Gli ingredienti? Caffè, cioccolata e panna liquida serviti in un piccolo bicchiere di vetro, in strati separati.
Il segreto per gustarlo al meglio? Mescolare i tre componenti con il cucchiaino per amalgamare il tutto!

Se cercate una delizia simile ma il Piemonte è lontano, potete fare un salto nelle nostre Botteghe del Caffè: il Derciok è una specialità che usa gli stessi ingredienti, con l’aggiunta di gustosissime scaglie di cioccolato!

Il caffè nelle regioni italiane: caffè con grolla valdostano
Caffè con grolla. Foto © Hotel Dei Camosci, Courmayeur

Valle D’Aosta: la grolla

Questa bevanda è famosa per la sua preparazione così come per il suo contenitore: la grolla è una coppa di legno tipica della Val D’Aosta. Gli ingredienti? Zucchero, scorza di limone, chiodi di garofano, cannella e ginepro. Una curiosità? Il caffè viene bevuto dai coffee lovers nella stessa grolla di preparazione, in senso antiorario.

Marche: la moretta fanese

La moretta fanese è un ottimo digestivo tipico della città marchigiana di Fano. Questa bevanda era molto apprezzata dai pescatori di fine ottocento, che la bevevano prima di partire per il mare.
Al caffè bollente si aggiunge una miscela composta da anice, rum e zucchero, scaldati con una scorza di limone che rimane stratificata. Attenzione però al procedimento! Quando si versa la miscela, il bicchiere in vetro va tenuto leggermente inclinato per evitare che i liquori si mescolino tra loro.

Campania: il caffè napoletano

Il caffè della tradizione napoletana è legato a un ingrediente d’eccezione: la nocciola, che conferisce alla tazzina un sapore intenso e cremoso. Non esiste un’unica ricetta, se non diverse varianti sul tema. La panna, posta sul fondo della tazzina, è la base su cui versare il caffè caldo, per un dolce contrasto termico.

caffè nelle regioni italiane: caffè con latte di mandorla puglia salento
Caffè con latte di mandorla. Foto © Ladyvoyage

Puglia: la bevanda del Salento

Questo caffè, nato a Lecce negli anni ‘50, è un’ottima bevanda dal sapore estivo. Come viene preparato? In una tazzina di vetro si versa del latte di mandorla o dello sciroppo, come capita nei locali della costa, si aggiunge poi il caffè espresso e si ricopre il tutto con ghiaccio.

Calabria: terra di liquirizia

Il caffè calabrese si basa su tre ingredienti: caffè, brandy e liquirizia, una pianta profondamente legata al territorio.
Lo zucchero e il brandy vengono fatti scaldare insieme nel bicchiere di vetro. Nel frattempo viene pestata una pastiglia di liquirizia da aggiungere al liquore e infine si versa l’espresso caldo.

 

Il caffè nelle regioni italiane ha una sua versione per ogni regione o quasi. Noi ne abbiamo analizzato i più famosi. Voi ne conoscete altri? Scriveteceli!

 

Immagine di testata © Moretta di Fano

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