Una domenica nel Carso tra le osmize

Una delle usanze più consolidate dei giuliani è trascorrere le domeniche nelle osmize, fattorie dove i produttori locali vendono direttamente vini, salumi e formaggi fatti in casa.

Le osmize sono una delle unicità di questo territorio, come mangiare un gelato in Piazza Unità d’Italia, bere un capo in B (ad esempio al giornale&caffè Dersut di Piazza Goldoni 5/B), fare una camminata sulla Napoleonica (strada panoramica che parte dall’Obelisco a Villa Opicina e arriva a Prosecco) o una gita sul tram, purtroppo ancora fermo dopo un incidente negli scorsi anni. (Pare però che la riattivazione della linea sia vicina).

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Credit © Chiara Marchi

Cosa sono le osmize?

Le osmize sono dei punti di ristoro (cantine o fattorie) tipici del Carso, che aprono le loro porte agli ospiti nel periodo che va dalla primavera all’autunno inoltrato.

Le loro origini si pensa siano antichissime: la storia “classica” (e burocratica) le data al 1784, ma i primi documenti che parlano di queste realtà risalgono anche al 1430.

Ogni osmiza può rimanere aperta solo per brevi periodi, 8 giorni inizialmente, giusto il tempo di vendere e far consumare ai propri ospiti quello che si è prodotto durante l’anno.

Un visitatore può capire quali osmize sono aperte percorrendo le strade principali del Carso e scoprendo dove sono posizionate le frasche, ramoscelli fissati agli incroci delle strade che indicano la direzione e l’apertura dell’osmiza.

In alternativa è possibile visitare il sito osmize.com, che raccoglie i dati della maggior parte delle aziende agricole, oppure acquistare la guida tascabile stampata ogni anno.

I giorni di apertura si alternano tra le varie attività, da marzo sino ai primi di novembre.

I piatti tipici delle osmize

L’osmiza è un luogo rustico e caratteristico, diverso da produttore a produttore: si pranza o cena seduti sulle tradizionali panche di legno, in un ambiente rurale e informale.

Si possono consumare prosciutto crudo, prosciutto cotto tagliato a mano con il kren (il classico cotto alla triestina), uova sode, formaggio carsolino e sotto aceti preparati in casa. Ma anche tantissime preparazioni a base di latte di pecora o salumi d’asino. Ogni osmiza ha i suoi prodotti tipici, in grado di renderla unica.

Il tutto solitamente viene accompagnato dal vino terrano (un vino rosso dal colore intenso e dal gusto molto forte, tipico di tutto il Carso) oppure da un calice di Malvasia, un bianco aromatico dal carattere deciso.

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Osmize, cosa vedere nei dintorni

Il Carso Triestino è un luogo ricco di storia e di attrazioni naturali.

Si può visitare la Grotta Gigante, una delle più grandi d’Italia, per scoprire le ricchezze del sottosuolo carsico tra meravigliose stalattiti e stalagmiti. Oppure il Santuario di Monrupino, una piccola rocca dalla quale godere di un panorama bellissimo, o ancora esplorare la natura camminando lungo uno dei tanti sentieri del Carso, per poi chiaramente fermarsi a pranzare proprio in una delle tante “osmize”.

Giulia Marchesan e Fabio Sonce
Giulia Marchesan e Fabio Sonce

Fabio, blogger professionista, fotografo e videomaker. Lavora da anni nel mondo della fotografia real estate per una nota azienda internazionale. Appassionato di natura ama fare lunghe camminate in mezzo ai boschi con i suoi bambini. Giulia, social media manager e content writer, lavora come freelance creando contenuti per portali turistici. 

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