La Biennale 2017 a Venezia

L’ultima volta che sono stato a Venezia sono arrivato al mattino presto, albeggiava. La città sul mare si stava svegliando, i grandi barconi scaricavano le merci, dalla stiva al molo e quindi sul carretto in legno.

Sì, perché Venezia è sempre diversa, unica oserei dire. Ogni volta che ci arrivi (e la Stazione di Santa Lucia è il luogo migliore dove scendere dal treno e affacciarsi sul Canal Grande), ti immergi in un attimo nell’atmosfera del luogo, tra vaporetti, turisti a bocca aperta e locali indaffarati.

Se quando arrivi a Venezia è la bellezza a colpirti per prima, la seconda cosa che noti è che qui tutto è arte: le case, i palazzi, pure le maschere di cartapesta nelle vetrine dei negozi che si affacciano sulle calli affollate.

I Giardini della Biennale – By Moonik [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Ecco perché Venezia è uno dei luoghi migliori dove confrontarsi e scoprire l’arte, pure nei suoi aspetti più contrastanti, come quelli che saranno in mostra ai Giardini della Biennale e all’Arsenale a partire da sabato 13 maggio fino a domenica 26 novembre di questo 2017.

L’appuntamento con l’arte contemporanea ritorna nella città lagunare con La Biennale che quest’anno prende il titolo di VIVA ARTE VIVA. Quale occasione migliore per andare a Venezia e immergersi tra arte antica e arte contemporanea?

La Biennale è un’esperienza a sé stante, se non ci sei mai stato non aspettarti il classico museo con i quadri appesi alle pareti: qui l’arte si vive, e mai come quest’anno con il titolo che è stato scelto.

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Il Padiglione Giappione de La Biennale 2015

Le opere d’arte si ammirano, alle volte ci si entra proprio dentro, camminando; talvolta succede pure che l’osservatore entri a far parte, ignaro, dell’opera stessa. Installazioni, anche di grandi dimensioni, distribuite nei giardini e nei padiglioni dell’Arsenale, occupano gli spazi, talora li trasformano, per rendere la mostra un’esperienza vera e propria, non solo una banale visita.

Sono le emozioni che le opere esposte generano nel visitatore, le reazioni, talvolta inaspettate, a essere protagoniste. Insomma, visitare la Biennale di Arte di Venezia è qualcosa di veramente coinvolgente, mi sbilancio a dire pure qualcosa di indimenticabile.

Gli artisti selezionati dalla curatrice Christine Macel per questa edizione organizzata da Paolo Baratta sono ben 120, provenienti da tutto il mondo, sparsi tra 51 paesi diversi, di cui 103 espongono per la prima volta in questa sede così prestigiosa.

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Mark Bradford, “Black Venus”, parte della Biennale 2017

Il percorso di visita si suddivide in nove capitoli, quasi fosse un racconto racchiuso nelle pagine di un libro e non semplicemente tra i muri dell’Accademia o le recinzioni dei giardini. 9 universi distinti, dove lasciarsi coinvolgere, emozionare, trasportare dalla bellezza, ma non solo.

La 57a edizione non finisce con la chiusura dei cancelli della mostra nel tardo pomeriggio: eventi collaterali animeranno Venezia durante l’intero periodo della Biennale d’Arte.

Un’ottima occasione per vivere questa città, tra calli e campielli, magari una capatina alla libreria Acqua Alta, unica al mondo, o alla Bottega del Caffè Dersut di Campo dei Frari 3014, tra il Museo dedicato a Leonardo da Vinci e la basilica trecentesca che porta lo stesso nome, dei Frari, uno dei punti nevralgici tra i percorsi pedonali della città sull’acqua.

Giulia Marchesan e Fabio Sonce
Giulia Marchesan e Fabio Sonce

Fabio, blogger professionista, fotografo e videomaker. Lavora da anni nel mondo della fotografia real estate per una nota azienda internazionale. Appassionato di natura ama fare lunghe camminate in mezzo ai boschi con i suoi bambini. Giulia, social media manager e content writer, lavora come freelance creando contenuti per portali turistici. 

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