L’arte del caffè salato in cucina – ovvero come arricchire i vostri piatti con un tocco in più

Caffè espresso, macchiatone®, doppio, mocaccino, DecaLight® e… caffè salato! In cucina non solo ricette dolci: il caffè è quell’ingrediente meraviglioso capace di dare un tocco in più anche alle pietanze più inaspettate – perché la cucina è fatta anche per stupirsi e stupire.

Che il caffè sia quell’aiutino in più, quell’amico pronto a stringerti la mano quando ne hai più bisogno, quel booster d’energia espressa sempre pronta a darti la giusta carica per affrontare la giornata, lo diamo per assodato. Ma in cucina sapete usarlo al massimo?

Tradizionalmente siamo abituati ad assaporarlo in accostamento a sapori piuttosto dolci. Se lo pensiamo semplicemente come un ingrediente da aggiungere a una ricetta classica per ottenere un piatto vincente le cose cambiano e, con le giuste dritte e un pizzico di coraggio, lo possiamo inserire dove vogliamo.

Il caffè nel piatto

Da un dessert di fine pasto a base di tiramisù, ai primi piatti fino ai secondi, il caffè, se utilizzato nel modo giusto e nelle giuste quantità, può apportare un sapore sorprendente ed esotico ai vostri piatti salati.

La sua spiccata capacità di aromatizzare le pietanze, di esaltarne i sapori e di regalare note curiose e originali ai piatti che cuciniamo, sono qualità che lo rendono un alleato perfetto per quando abbiamo voglia di sperimentare in cucina.

Vediamo assieme quali sono le regole per utilizzarlo nel modo più giusto, come sfruttare al meglio le sue proprietà organolettiche e quali sono gli abbinamenti che non possiamo assolutamente lasciarci sfuggire!

Se volete cimentarvi nell’arte del caffè salato in cucina senza cadere in errori clamorosi, ci sono alcune sfaccettature del nostro amato ingrediente che sfuggono anche ai più accaniti coffee addicted, indispensabili da conoscere e determinanti per una perfetta riuscita del piatto.

Come preparare il cappuccino

Come scegliere il caffè

In chicchi, in polvere o in tazza?

La risposta a questa domanda non è semplice e univoca ma va adattata caso per caso a seconda degli ingredienti. Come linea generale, l’aroma del caffè, va sempre impiegato in modo da non spegnere o prevaricare i sapori che accompagna ma esaltarli.

  • Il caffè in chicchi, macinato al momento e utilizzato come spezia, è perfetto nelle marinature o nelle infusioni di carni e selvaggina.
  • Il caffè in polvere, se usato con parsimonia, è perfetto per decorare, profumare e arricchire le nostre ricette con la sola accortezza di frullare la miscela acquistata per renderla più fine, scongiurando la fastidiosa sensazione sabbiosa sotto i denti.
  • Il caffè liquido è forse il modo migliore per non correre il rischio di rovinose cadute culinarie. Versatile nell’uso, è perfetto per la preparazione di salse in cui intingere la carne cotta. Provate ad esempio un arrosto di maiale accompagnato con un sugo agrodolce a base di caffè, senape, limone e miele.

La miscela: arabica o robusta?

È fondamentale scegliere la miscela più adatta alla nostra preparazione. Solitamente le miscele più calde e speziate – come la Monorigine Salvador Dersut- accompagnano alla perfezione i piatti a base di pesce. Diversamente da quanto si potrebbe pensare il sapore delicato di pesce e crostacei si sposa alla perfezione con l’aroma tostato del caffè. Anche in questo caso la parola d’ordine per poter godere appieno di questa esplosione di sapori è osare. Provate, ad esempio, del tonno marinato al caffè e anice stellato. Oppure del salmone impanato con un mix a base di caffè, peperoncino, zucchero di canna e un pizzico di cumino.

Le miscele più dolci e delicate composte al 100% da monorigini arabica come il Non Plus Ultra, si sposano molto bene con primi piatti leggeri, mousse dolci o salate, dessert come budini, panne cotte e creme.

Per quanto riguarda i secondi piatti di carne è consigliabile scegliere una miscela a prevalenza di robusta, dal gusto pieno e di forte intensità come la qualità Verde Dersut, in grado di bilanciare, esaltandolo, il sapore deciso delle carni.

Il grado di tostatura perfetto

Attenzione alla scelta del grado di tostatura del caffè prescelto per la vostra preparazione. Un grado di tostatura leggera conferirà al caffè un gusto più acido e quindi lo renderà particolarmente adatto a preparazioni ricche di condimento e dal sapore corposo come i secondi piatti a base di carne di maiale. Una tostatura dei chicchi più decisa, da cui si ricava un caffè dalle note più amare, invece, è indicata a ricette a base di selvaggina e volatili.

Che sia al mattino appena svegli, dopo i pasti per concludere in bellezza un pranzo o ingrediente segreto della nostra nuova ricetta il caffè è la bevanda per eccellenza di ogni italiano. Godersi un espresso, profumato e fumante, non è un momento come tanti altri ma un vero e proprio rito da concedersi e godere come si deve, da soli o in compagnia. E, da oggi, da sperimentare anche in cucina!

 

Credits immagini: Not so shabby chic, Melissa Mercier, Nedo Baglioni, Caffetico

Kristel Cescotto
Kristel Cescotto

Kristel è food blogger per The Eat Culture e, su di lei, nemmeno una nuvola. Cogitatrice impegnata, alla costante ricerca di ispirazioni, dentro e fuori dalla cucina. Grazie al cielo tutto scorre: panta rei. E alla fine, come in uno splendido giardino bahai, verrà estasiata da un’illuminazione.

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